Una mente rilassata è una mente produttiva?

Una mente rilassata è una mente produttiva?

Una mente rilassata è una mente produttiva?

Una mente rilassata è una mente produttiva?

Questa è la domanda che Daniel Goleman si è posto dopo aver letto l’articolo di Julie Mosow nell’Harvard Business Review del Gennaio 2015.

Nell’articolo “Help Your Overwhelmed, Stressed-Out Team” la ricercatrice fornisce ai manager dei consigli pratici molto efficaci per mantenere focalizzato e calmo il proprio team di lavoro.

Secondo il Dr. Goleman l’analisi è valida, MA manca un ingrediente basilare, tanto fondamentale quanto vitale.

Riassumo brevemente l’articolo dell’HBR.

La ricerca dei risultati è doverosa per un’azienda, e altrettanto importante è evitare il burnout del personale. La concentrazione, l’attenzione e la memoria sono messe alla dura prova sotto la costante pressione delle distrazioni e del flusso sempre più serrato di informazioni, tipici degli ambienti di lavoro. Esperti del calibro di Julie MorgensternLiane Davey concordano sul fatto che le risorse attentive, le capacità strategiche e gestionali sono limitate e che è impossibile fare un buon lavoro se sollecitati eccessivamente. Il manager deve quindi gestire sapientemente il caos, ridurre lo stress e guidare il gruppo verso l’obiettivo.

Come ?

  1. FOCUSWhat does the company expect from my team that no other group can accomplish? Cosa si aspetta l’azienda dal mio team, che altri gruppi non possono raggiungere? Una volta che si è dialogato e condiviso con tutti i membri l’obiettivo è fondamentale che ci si muova uniti verso il traguardo.
  2. MODIFICARE IL CARICO DI LAVORO: per citare Morghenstern “Remember to consider each project with an eye to whether or not it takes advantage of what your team, and only your team, has to offer”. Ogni progetto, ogni parte del lavoro deve essere considerata in base al punto precedente del FOCUS. Ciò che ci viene chiesto è a vantaggio o meno del nostro obiettivo finale ?
  3. LAVORO CONTINUATIVO: Morghentern suggerisce di definire un orario preciso entro cui NON si deve e NON si può essere disturbati. Una finestra temporale dove essere concentrati al 100% sul lavoro di qualità. “When you get distracted by something at work, it takes at least 20 minutes to refocus on the task at hand.” Nella sua ditta, ogni mattina, i membri del team di lavoro dedicano 3 ore al lavoro di qualità avendo un incremento considerevole delle prestazioni e risultati.
  4. DEFINIRE I MEETING: entrambe le esperte ritengono che spesso i meeting siano una immensa perdita di tempo, per cui meglio definire chiaramente la scaletta in 3 soli punti concisi (x esempio). Definire una durata temporale precisa per ogni punto e rispettarla. Usare gli ultimi 15 minuti per ricapitolare cosa e come deve fare ogni singolo membro del gruppo.
  5. LIMITARE LE EMAIL: nell’era digitale siamo iperconnessi sempre, giorno e notte, weekend compresi. Tutti gli esperti del settore concordano sul fatto che l’utilizzo eccessivo delle mail è stressogeno e controproducente. Il cervello ha bisogno di percepire dei momenti di break. La nostra olways-on culture ci spinge alle volte all’estremo e come dice Davey “Without taking time to recharge, we create unsustainable levels of stress and anxiety.”
  6. GUIDA CON L’ESEMPIO: “The movement against busy starts at the top” significa che il capo deve essere il primo a dare l’esempio. Come un tempo il Capitano era l’ultimo ad abbandonare la nave o il Comandante era il primo della carica della cavalleria, il manager deve essere il primo a dare l’esempio con le azioni e non solo definendo nuove politiche comportamentali. Spiegare e condividere il perchè si prendono certe decisioni è fondamentale, come anche è importante ammettere l’errore in caso di fallimento, e trovare una nuova strategia.

Questo il sunto del lavoro di Julie Mosow, consulente editoriale capo al Marly Rusoff & Associates, scrittrice ed editor freelance.

Quando il Dr. Goleman, psicologo ed autore di fama mondiale, lesse l’articolo notò immediatamente una mancanza fondamentale.

Quello che manca in tutto ciò è il TASSELLO CHIAVE ossia l’assetto mentale del capo, la mentalità del leader, o come si suol chiamarla the leader’s mindset.

 

Un capo stressato, oppresso da conflitti e ansia, con un atteggiamento aggressivo carico di emozioni negative è VELENO per il gruppo di lavoro. Più probabilmente, per citare ironicamente Goleman, i sottoposti saranno impegnati ad aggiornar curricula piuttosto che liste delle cose da fare.

 

Perchè è così importante il Leader’s Mindset ?

 

  1. IL CERVELLO E LO STRESS: in situazioni stressogene il nostro cervello secerne ormoni che innescano una serie di processi neurofisiologici che mettono in circolo adrenalina e cortisolo. Nella migliore delle ipotesi si reagirà con la paralisi, nella peggiore con la fuga o l’attacco andando a compromettere rapporti interpersonali e il lavoro di gruppo. In situazioni ad alto carico l’ipotalamo lavora col freno a mano tirato compromettendo tutte le funzionalità legate alla memoria.
  2. CONTAGIO EMOZIONALE: una ricerca del 2000, condotta da  Caroline Bartel della New York University e da Richard Saavedra della University of Michigan, si occupò di analizzare 70 diversi contesti aziendali notando che i membri dei gruppi di lavoro si contagiavano emotivamente l’un l’altro in meno di 2 ore. Come un virus si diffondevano tanto le positive quanto le negative. Compito del leader imparare a diffondere le une e inibire le altre.
  3. IMPARARE L’AUTOREGOLAZIONE: questa caratteristica è una delle abilità chiave dell’intelligenza emotiva. Persone che sanno maneggiare questa capacità sono in grado di inibire l’iperattivazione dell’amigdala tornando a livelli accettabili di funzionamento neurologico. I circuiti dello stress come l’asse ipotalamo ipofisi surrene (HPA), tornano a funzionare entro parametri adeguati allo svolgimento di un lavoro concentrato e produttivo, lo stato tecnicamente chiamato di allerta rilassata.
  4. IL TUO FOCUS = IL TUO STATO MENTALE: citando il Prof. George Kohlrieser “Think of the mind’s eye as a flashlight. This flashlight can always search for something positive or negative. The secret is being able to control that flashlight – to look for the opportunity and the positive. When you do that, you’re playing to win. You’re able to focus on the right things and maintain that positive self.” Immagina l’occhio della mente come una torcia che può cercare cose positive o negative. Il segreto è controllare il fascio di luce per scovare le opportunità e le cose positive che ti permetteranno di raggiungere il tuo obiettivo  mantenendo il focus corretto e una visione positiva di te stesso. Posso aggiungere anche che il Leader deve essere in grado di saper guidare gli altri a farlo.

 

 

Mi capita spesso di vedere capitani d’azienda il situazioni di altissimo carico di stress, e di constatare purtroppo che il loro carico emotivo indigesto e mal gestito viene assorbito dai collaboratori causando piccoli e ripetuti danni di matrice organizzativa e comunicativa. Il tempo e l’accumulo di tutti questi piccoli attriti diventa un grosso problema paragonabile ad un tumore.

 

Molte sono le tecniche che sono e stanno prendendo piede oggigiorno per far fronte alle situazioni di burnout organizzativo, una di queste che prediligo è la Mindfulness Aziendale, fenomeno mondiale sempre più usato, di cui parleremo nei prossimi articoli.

Buona estate

Mattia

 

 

 

Daniel Goleman: A Relaxed Mind is a Productive Mind – Gennaio 2015

Julie Mosow: Help Your Overwhelmed, Stressed-Out Team – Gennaio 2015

Questo inserimento è stato pubblicato in Coaching, Intelligenza Emotiva, Mindfulness e il tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Metti un segnalibro su permalink. I commenti sono chiusi, ma puoi lasciare un trackback: Trackback URL.