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Sergio Porta: Berlusconi, l’origine del consenso.

July 20th, 2009 Mattia Pastrello No comments

L’Irish Independent scrive nel numero di Giovedì 2 Luglio che “il fenomeno Berlusconi nel suo complesso è una confutazione permanente del ruolo della ragione negli affari umani” ( citato da “Internazionale“).
E’ solo l’ultima di una serie di prese di posizione caratterizzate da un pieno senso di fatalismo, secondo le quali il consenso politico a Berlusconi sarebbe un fenomeno inspiegabile e misterioso, che sfida le leggi conosciute della natura, e pertanto inargomentabile dal linguaggio e infine imbattibile.
Non sono d’accordo. Primo perchè il successo elettorale di Berlusconi è dovuto in gran parte all’insipienza dei suoi competitori, come dimostra il fatto che ogniqualvolta il centrosinistra si presenta ragionevolmente coeso e convinto vince, per esempio nei recenti casi di Udine e Parma: vincere contro Berlusconi non è difficile per una leadership politica normalmente attrezzata e volenterosa, anche se è impossibile per questa leadership politica.
Ma non sono d’accordo anche per un altro motivo, più importante: il consenso di Berlusconi è infatti facilmente spiegabile e non dipende da chissà quale specificità culturale del nostro Paese (“ah, questi italiani, così simpatici e diversi”); esso dipende da due fattori molto precisi che furono il tema di un capolavoro letterario scritto già sessanta anni fa da George Orwell, il ben noto “1984″, e cioè:
1. Il controllo dei mezzi di informazione di massa; e
2. Il Bipensiero
Il primo di questi due fattori è molto discusso e piuttosto chiaro nella sua costituzione: Berlusconi influenza direttamente o indirettamente una quota preponderante dell’informazione nel nostro Paese, in particolare quella televisiva che risulta essere la fonte esclusiva della percezione del politico per circa il 70% della popolazione italiana. Sappiamo tutti quanto ciò sia importante, ed è bene tenere sempre presente che se così non fosse Berlusconi sarebbe da tempo uno dei tanti sfortunati avventurieri falliti e dimenticati, oltre che completamente sconosciuti alla politica, che periodicamente e per pochi istanti emergono alle cronache. Altro che pittoresca specificità culturale degli italiani.
Ma per quanto importante, il controllo dei mezzi d’informazione è soltanto una delle due facce della medaglia, e non quella più interessante. Limitarsi a questo aspetto riduce il problema e non permette di affrontarlo compiutamente. Per esempio, occorre essere consapevoli che nessun altro personaggio avrebbe potuto utilizzare questo dominio con uguale efficacia, e nessun altro probabilmente lo farà dopo di lui, perchè – questo è il punto – solo Berlusconi ha il dono del Bipensiero. Se non si capisce con chiarezza la potenza di questo secondo fattore, cioè del Bipensiero, e la sua importanza nella gestione del dominio informativo, non si possono trovare le vie per contrastarlo e infine per vincerlo. Questo, il Bipensiero, è il talento personale di Berlusconi.
Cos’è quindi il Bipensiero? Scrive Orwell:
“Il Bipensiero indica la capacità di accogliere simultaneamente nella propria mente due opinioni tra loro contrastanti, accettandole entrambe. L’intellettuale di Partito [nella nostra attualizzazione, il Berlusconiano Ortodosso, ndr] sa in che modo vanno trattati i suoi ricordi. Sa quindi di essere impegnato in una manipolazione della realtà, e tuttavia la pratica del Bipensiero fa sì che egli creda che la realtà non venga violata. Un simile procedimento deve essere conscio, altrimenti non potrebbe essere applicato con sufficiente precisione, ma al tempo stesso ha da essere inconscio, altrimenti produrrebbe una sensazione di falso e quindi un senso di colpa. Il Bipenisero è l’anima del Socing [il pensiero politico ortodosso favorevole al Grande Fratello; nella nostra attualizzazione: il Berlusconismo, ndr] perché l’azione fondamentale del Partito consiste nel fare uso di una forma consapevole di inganno, conservando al tempo stesso quella fermezza di intenti che si accompagna alla più totale sincerità. Raccontare deliberatamente menzogne e nello stesso tempo crederci davvero, dimenticare ogni atto che nel frattempo sia divenuto sconveniente e poi, una volta che ciò si renda di nuovo necessario, richiamarlo in vita dall’oblìo per tutto il tempo che serva, negare l’esistenza di una realtà oggettiva e al tempo stesso prendere atto di quella stessa realtà che si nega, tutto ciò è assolutamente indispensabile. Perfino quando si usa la parola ‘Bipensiero’ è necessario ricorrere al Bipensiero. Nel farne uso, infatti, si ammette di manipolare la realtà, ma con un novello colpo di Bipensiero si cancella questa consapevolezza, e così via, all’infinito, con la menzogna in costante posizione di vantaggio rispetto alla verità”.
Quando Berlusconi giura sui figli palesi menzogne, lo fa con le lacrime agli occhi e il volto alterato dall’emozione. Lo fa credendoci, per questo risulta Read more…