Archive

Posts Tagged ‘italia’

Le multinazionali abbandonano la nave che affonda

February 7th, 2010 Mattia Pastrello No comments

La ripresa, meno tasse, lo scudo fiscale per dare unamano agli evasori e ai ladri, la legge sega processi per liberare un pò di truffatori e inquisiti amici, un milione di posti di lavoro (interinali), bla bla, e ribla bla elettorali, e poi anche l’economia riprende, e siamo tutti felici.
Nel pese delle meraviglie anche Alice ha i suoi problemi, e ce ne accorgiamo dalle piccole cose, da flebili campanelli d’allarme che tintinnano assordati dalle grandi trombe mediatiche di RAIset e della stampa “amica”.
Oggi leggevo un articolo interessante, un dato di fatto innegabile, ossia che le multinazionali stanno facendo i bagagli, se ne vanno dall’Italia. Non vi dice nulla tutto ciò ?

Non vi turba sapere che dei colossi dell’economia, con tentacoli in ogni ganglo della società e della politica mondiale, possano decidere domani di fare le valigie ? Semplici tagli dei costi di produzione ?
Mi chiedo se questi signori non abbiano visto i telegiornali, qui da noi va tutto bene, siamo in ripresa.
Allora perchè se ne vanno proprio ora ? Che loro sappiano qualcosa che noi ignoriamo ? Che i loro analisti abbiano spento la verde e acceso la gialla, preparando la rossa ?
Siamo in ripresa e i colossi abbandonano la nave prima del …. di cosa ?
Il rapporto pil-deficit al 12.7% della Grecia preoccupa, scadono i bond, e in Italia ?
Forse che le previsioni dicono che il nostro rapporto, attualmente sopra il 5%, stà salendo ?
Che il debito pubblico stà sforando il 117% e si avvia al 120% ?

Non lo sappiamo, ma i super team di analisti ed economisti al servizio dei colossi Multinazionali non credo siano sottopagati per svolgere il loro lavoro.

Questa situazione dimostra chiaramente qualcosa, speriamo solo le mie sian illazioni prive di conferma.

ITALIA addio. Le multinazionali se ne vanno o minacciano di farlo: solo nelle ultime settimane ci sono stati gli annunci di chiusure da parte dell’Alcoa, il colosso americano dell’alluminio, e della Glaxo, grande impresa Read more…

PIL: smentito il superamento dell’Italia sulla Gran Bretagna. Solo menzogne !

November 18th, 2009 Mattia Pastrello No comments

pilUno dei più abominevoli inganni della nostra era è, a mio parere, il PIL. Utilizzato per misurare il grado di benessere di uno Stato, è un indicatore che serve a determinare l’indice di sviluppo, produzione, consumo, e soprattutto ricchezza.
La Crisi l’ha fatto scendere in tutto il mondo, segno negativo, tranne in Cina.

Le ultime rilevazioni dell’OSCE indicano che il nostro Pil è in ripresa, migliore di quello inglese ?
I giornali ce lo vogliono far credere, seguono la linea dell’ottimismo filoberlusconiano.
E’ bello illudersi, ma la realtà non è questa, e ce la spiega Sandro Brusco, docente di Economia presso la State University of New York.

Ocse: Italia a timone ripresa, ma i sindacati restano prudenti
OCSE, L’ITALIA IN POLE PER LA RIPRESA. BERLUSCONI: ”IL PEGGIO E’ ALLE SPALLE”.
L’Ocse vede la ripresa, Italia al top. Berlusconi: noi sesta nazione più ricca. «Superata la Gran Bretagna»
SINTESI – Crisi, Berlusconi ottimista: forti segnali di ripresa
Ocse: “Ripresa c’è, bene l’Italia” Tremonti: “Tempo è galantuomo”
Ocse: c’è ripresa, Italia al top. «Noi il sesto Paese più ricco». Berlusconi: «Superata la Gran Bretagna, siamo i sesti più ricchi al mondo». Tremonti: «Tempo galantuomo»
Ocse: Ripresa avanza, Italia in testa, ma in Usa allarme-lavoro
Berlusconi:”Italia ha superato Gb”

La baggianata del super Pil italiano

La stampa italiana ha dato grande risalto alle recenti dichiarazioni del primo ministro e del ministro dell’Economia che accreditavano un futuro, e finanche un presente, assai roseo per l’economia italiana. Si è in particolare dato molta importanza al fatto che il Pil italiano abbia superato quello inglese. Si tratta di una baggianata. In sostanza, due anni fa ci volevano 1,4 euro per comprare una sterlina, ora ne bastano 1,1. Quindi, come per magia, il Pil britannico, quando espresso in euro, è andato giù. O, se volete vederla in modo ottimista, il Pil italiano misurato in sterline è andato su. Fine della storia.

È ben noto che, se si vuol comparare il benessere di due paesi, non è buona idea comparare il Pil nominale calcolato al tasso di cambio corrente. La ragione è semplice. Il tasso di cambio è spesso assai volatile (lo è stato certamente negli ultimi due anni) e le sue variazioni non corrispondono necessariamente a variazioni nel valore della quantità prodotta. Per correggere il fattore “tasso di cambio ballerino’” e rendere comparabili i valori tra paesi, il Fondo monetario internazionale fornisce statistiche basate sulla parità dei poteri d’acquisto (Ppa). Le più recenti sono nella pubblicazione World Economic Outlook di Ottobre 2009, facilmente reperibili online.

Se usiamo I dati Fmi e compariamo il valore assoluto del Pil per Italia e Regno Unito otteniamo la seguente tabella (numeri in Read more…

Luigi De Magistris, un esempio di coerenza ed onestà

September 23rd, 2009 Mattia Pastrello No comments

Vi propongo l’intervento di Luigi De Magistris, l’Europarlamentare più votato d’Europa.

Un punto di vista interessante sui poteri occulti , sulla giustizia e sulla politica.

Intervista ad Erik Gandini

September 4th, 2009 Mattia Pastrello No comments

Intervista ad Erik Gandini, regista italo-svedese di Videocracy, documentario di cui han censurato il trailer in tutto il polo RaiSet.

A cura di Letizia Tesi per il Canadian Italian Daily News.

In Svezia Videocracy è “l’horror movie” dell’anno
Il regista: «Critica e pubblico svedesi si sono spaventati. Finora per loro Berlusconi era solo un clown»

TORONTO – No, Erik Gandini, il regista del film che racconta l’ascesa al potere delle tv di Berlusconi, in questi giorni al centro di un’accesa polemica in Italia, non si aspettava che il trailer di Videocracy fosse censurato. «Direi che il mio film ha sottovalutato la videocrazia che vige in Italia o almeno la parte più dura», dice dalla Svezia, Paese di origine della madre, dove vive da vent’anni.
Lo spot del film, distribuito dalla Fandango, la stessa che ha fatto conoscere nel mondo Gomorra e Il Divo, è stato censurato non solo da Mediaset, protagonista suo malgrado della pellicola, ma anche dalle reti pubbliche. Il motivo? Come si legge nella lettera della Rai che giustifica la censura, il trailer veicola “un inequivocabile messaggio politico di critica al governo”.
«È stato un eccesso di censura ed è la dimostrazione che il Paese è davvero cambiato. In Italia in questo momento la tensione è altissima – dice il regista – Hanno le unghie di fuori, ma non mi aspettavo una reazione del genere perché il mio film non è un attacco a Berlusconi né un’inchiesta. È solo una riflessione su quello che è successo in Italia negli ultimi venti anni. Ma basta pensare alle vicende di questi giorni. Querelare un quotidiano per le domande di un giornalista? È davvero un po’ oltre».
Gandini ha voluto raccontare attraverso le immagini – «di stomaco perché il linguaggio del cinema, come quello della televisione, è più emotivo» – l’Italia di oggi, quella che non legge più i giornali, quella dei giovani che non sanno l’inglese, che escono tardi la sera firmati dalla testa ai piedi, quella dove imperversa come un mantra l’idea di divertirsi.
In Svezia, dove il film è stato presentato in questi giorni, prima di sbarcare oggi al Festival di Venezia e poi a quello di Toronto, Videocracy è stato accolto molto bene dalla critica e dal pubblico. E si è aggiudicato il titolo di “horror-movie” dell’anno. «Si sono spaventati quando l’hanno visto – racconta Gandini – e mi fa piacere perché sono stufo che si banalizzi la situazione italiana. Così si toglie credibilità agli italiani stessi. In Svezia si stupiscono quando vedono i nostri programmi. Per loro nella tv italiana ci sono solo donne nude. La maggior parte dei miei amici ride quando parla di Berlusconi: “È proprio un clown”, mi dicono e per questo Read more…