Vorrei iniziare con ordine questa semplice dissertazione, un ordine imposto dalle circostanze, poichè rischio io, e rischia il lettore di queste righe. Tracciare un ip dei frequentatori di un sito non è difficile, controllare una lista amici su facebook o myspace ancor meno. Risalire alle frequentazioni, tracciare, mappare precisamente le abitudini informatiche degli utenti. Limitarsi a leggere. Non prendere posizione. Non diffondere le informazioni. Non intraprendere azioni personali. Non mettersi in luce, annuire, annuire, e ancora annuire. Piegare il capo. Incurvare la schiena. Annuire.
Nessuno vi farà del male se non vi ribellate allo status quo.
Partiamo dai fatti ormai documentati e tracciamo una mappa logica della situazione.
In Italia abbiamo 3 Tv di Stato, 3 televisioni Mediaset, poli minori, e la principale commeciale via satellite nella veste di Sky.
Rete4 è un canale apertamente schierato, non sì è mai nascosto, non ha mai negato. Emilio Fede orgogliosamente porta avanti la sua campagna di evangelizzazione, puntando alla beatificazione del suo datore di lavoro. Canale 5 ha sempre voluto darsi un taglio professionalmente superpartes, mascherando sapientemente i consigli per gli acquisti politici fra un Tg e un reality. Quando Enrico Mentana ha però ricordato che il suo intento era il giornalismo non genuflesso, è stato comodamente messo alla porta. Italia 1 è stato lentamente defraudato di ogni barlume di credibilità. E’ ridotto ad essere un contenitore film di serie C, e soprattutto di gossip rosa. Una brutta copia delle peggiori puntate di Non Solo Moda, Verissimo, Uomini e Donne, e del Tg Rosa, trasmissioni che seppur frivole, hanno un intento leggero, non certo formativo o giornalistico.
La televisione di Stato, la Rai, da sempre oggetto di critiche, da anni oggetto anche di velati scandali, da mesi oggetto di indignazione popolare.
Rai 1, col primo TG d’Italia, il primo canale, la nave ammiraglia dell’informazione, in mano prima a Riotta, poi a Minzolini, si trasforma da Telegiornale a Contenitore. Una scatola dove inserire le notizie utili al Governo, e dove, passando a silenzio o interpretando a piacere le altre, è possibile indirizzare lo spettatore verso i gioiosi cancelli del Paese dei Balocchi. Rai 2, fra un telefilm tedesco e l’altro alle volte riesce a proporre un telegiornale, ma i casi si fan sempre più sporadici. Veste il ruolo di Canale5Rai. Rai 3, la televisione dei Comunisti, l’unica che tristemente ancora si salva dallo scempio, ma l’agonia della morte si sente arrivare silenziosa. L’unica in cui le dirigenze non son state definite, non un rinnovo degli organici, attendono il congresso del PD. Per cosa ? Ovviamente per spartirsi la torta della carcassa. Quello che il buon Berlusconi si degnerà di lasciare al consueto Franceschini o al Bersani di turno. Una palese dimostrazione che anche nel PD non esiste la meritocrazia, le prediche son sempre ottime, ma i fatti categoricamente le smentiscono. Il loro favoloso codice etico non è altro che carta da bagno, l’esempio di Grillo è stato palese, l’ha detta lunga, anzi lunghissima sulla splendida logica del “due pesi, due misure”.
Riassunto: 5 Televisioni al PDL, 1 Televisione agonizzante (come del resto il partito) alla Sinistra.
C’è chi azzarda 6 a Berlusconi, ma mi piace credere che Dandini, Fazio, Letizzetto e Gabanelli non siano sul libro paga del Faccendiere di Arcore.
Presumibilmente sarà forse questo il motivo per cui verranno “epurati” se non si adegueranno alla “normalizzazione”.
Questa è la situazioe televisiva, lo strumento principe attraverso cui l’italiano s’informa, e si disinforma. Il mezzo che permette l’appiattimento culturale, il processo di decerebralizzazione, di allineamento alla norma, la correzione dei bisogni, la ristrutturazione dei valori.
Cosa resta dei giornali, quei fogli di carta costantemente in flessione ?
Libero in mano al fedelissimo Belpietro, che dopo le faziosità a 4 colonne su Panorama, ora potrà averene ben 8 da dedicar al “verbo” del Padrone.
Il “picchiatore” Feltri passa al Giornale, testata che sapientemente mi dedico ad analizzare quasi quotidianamente per studiare i processi di manipolazione giornalistica. E’ meravoglioso leggere certi pezzi, Filippo Facci docet, dove si mette in atto una studiata tecnica di destrutturazione molto funzionale a comunicare con la pancia delle persone.
Il Foglio (la prego Sig.ra Lario lo faccia diventare un giornale serio) è un papello indecoroso per un paese civile. Non è un giornale vero e proprio, è un foglio nella peggiore accezione del termine, lo potremmo quasi paragonare ad una di quelle circolari ministeriali che leggevano in classe i bidelli alle scuole medie, inconsistente per “spessore”.
Poi c’è Panorama, che a cicli alterni propone anche servizi interessanti, e Read more…
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