
Finalmente e’ stato pubblicato l’attesissimo volume “Due anni di Governo” dove l’attuale compagine politica al potere ci tratteggia tutti i successi e le azioni promosse a tutela e garanzia del cittadino. Il volume, come da intervista a questo link, e’ veramente ricco di interessantissimi spunti e suggerimenti di natura anche pratica atti a favorire e agevolare trasversalmente tutta la cittadinanza.
Il link all’originale lo potete trovare sul sito Ufficiale del PDL, ma nei preossimi giorni dovrebbe uscire anche la versione cartacea in libreria.
Effettueremo quindi un riassunto delle parti cruciali di questo piccolo gioiello editoriale, anche se dobbiamo ammettere sia un tantino autocelebrativo. Siam altresi’ consci del fatto che il Presidente Silvio Berlusconi sia il piu’ grande statista degli ultimi 150 anni, e proprio per questo sia giusto riassumere quanto efficacemente pubblicizzato in questo splendido volume.
Tre gli assunti di base:
1) Berlusconi dal punto di vista etico e morale rappresenta il peggio della cultura moderna;
2) Berlusconi sta attentando ai principi fondanti dello stato di diritto e della costituzione facendo leggi a proprio uso e consumo;
3) questo governo fa quasi esclusivamente leggi a favore dei più potenti, ricchi e corrotti, leggi per curare gli interessi aziendali di Berlusconi, per risolvere i problemi giudiziari di Berlusconi, senza preoccuparsi dei precari, dei disoccupati, delle famiglie più povere.
Segue poi uno stringato elenco, in ordine temporale, per chi non ricorda o non sa quali e quanti splendidi provvedimenti, spesso coperti per legge dalla privacy (e quindi non pubblicizzati sui canali ufficiali dello stato, vedi TG1 x es), Berlusconi e i suoi alleati abbiano preso dall’inizio della legislatura, mettendo da parte la questione etica, morale, e i problemi giudiziari che la solita sinistra chiaccherona spesso si diverte a sollevare:
1) Berlusconi appena tornato al governo ha abrogato norme di contrasto all’evasione fiscale varate dal governo precedente.
2) Ha abolito i tetti agli stipendi dei manager pubblici varati dal precedente governo.
3) Ha abrogato le norme più restrittive varate dal precedente governo sull’utilizzo dei voli di stato.
4) Ha cancellato la legge n.188 del 17 ottobre 2007 fatta dal governo Prodi che contrastava la sottoscrizione delle “dimissioni in bianco” (pratica illegale tesa ad obbligare i neoassunti a firmare una lettera di dimissioni priva di data, contestualmente alla sottoscrizione del contratto di lavoro) da parte del lavoratore al momento dell’assunzione, così da poter poi ricattare e licenziare il lavoratore in qualsiasi momento.
5) Non si è detto che i debiti di Alitalia sono finiti tra i debiti dello stato ma si è parlato di un fantomatico salvataggio da parte del Read more…
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Quando penso a Giuseppe Cruciani soffro di disturbo bipolare. Alle volte lo riesco ad apprezzare genuinamente, altre lo detesto pesantemente per le sue prese di posizione sospette o per i suoi modi arroganti e sbrigativi.
In quest’articolo viene sottolineata la “contraddizione che divide la sua anima giornalistica”.
Giuseppe Cruciani è un intraprendente giornalista radiofonico, ascoltabile ogni sera sulle frequenze di Radio 24, molto abile nell’eccitare come nel reprimere gli ascoltatori in uno di quegli spazi quotidiani che diventano fatalmente autobiografici (chi crede che in radio ci sia meno narcisismo che in televisione, non ascolta abbastanza la radio). Quando gli ascoltatori lo sfruculiano sul caso di corruzione o di malaffare del momento, si tratti di Denis Verdini o di Claudio Scajola, di Totò Cuffaro o del generale Ganzer – tutto si potrà dire di questo paese, ma non che manchi la scelta –, il cavallo di battaglia del Cruciani radiofonico è sempre lo stesso. Lui non crede alle dietrologie, anzi, si dichiara fieramente allergico a questa piaga nazionale: “Lei crede a tutte queste macchinazioni? Ma no, ma no, ma no…”. Alla luce di questo garantismo iperuranico, nello scoprire che sempre Giuseppe Cruciani ha ideato e conduce su La7 un programma intitolato “Complotti”, a tutta prima si resta basiti. Strano, pensa il telespettatore; deve trattarsi di un caso di omonimia. Invece no. Non solo è sempre lo stesso Cruciani, ma “Complotti” viene Read more…
Cena a lume di candela per la raccolta fondi a favore del Rifugio dei Cani di Rubàno (PD).

“Fatta la legge, trovato l’inganno“.
Nella maggior parte dei casi questa frase sta’ a indicare la scellerata italianita’ che contraddistingue il popolo dei furbetti. La capacita’ di aggirare le leggi con clausele, cavilli, e fantasiosi espedienti degni del piu’ bravo Azzeccagarbugli.
Fortunatamente nel nostro caso, difronte ad una leggge ASSOLUTAMENTE ingiusta che impone limitazioni ad indagini e alla stampa, la frase si tinge d’altro colore e suona come squillanti trombe di liberta’.
Tutti gli stati democratici del mondo ci osservano in modo sospetto accostando talvolta azzardati paragoni con Cina e Birmania, speriamo che l’Unione Europea intervenga a tempo debito, nel frattempo riceviamo soccorso dalla Spagna.
Mora (El Paìs): “E’ l’ultima tappa del regime”
Anche al tempo del regime fascista gli italiani che volevano sapere la verità potevano cercarla sui giornali stranieri. Ma non ne erano affatto contenti. Lo scriveva Indro Montanelli nel 2001, rispondendo a un lettore del Corriere. La censura trova sempre i suoi antidoti e oggi il rimedio potrebbe arrivare proprio dai giornali stranieri. Miguel Mora, corrispondente del Paìs da Roma, è in Italia dal 2008: l’anno scorso fu protagonista di un indimenticabile duetto alla Maddalena con Berlusconi, notoriamente poco abituato alle domande dei giornalisti. Nel caso si trattava dell’affare D’Addario: Mora gli chiese se non aveva preso in considerazione l’ipotesi di dimettersi.
I giornali degli altri Paesi daranno asilo politico alle notizie italiane, se questo bavaglio dovesse diventare legge?
Io ho ancora delle speranze. Spero che qualcosa succeda: se l’Europa protestasse o se il presidente della Repubblica decidesse il rinvio alle Camere. Forse non tutto è perduto, anche se Berlusconi mi sembra molto determinato. È un Read more…
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Siglato l’accordo per creare uno dei più grandi impianti fotovoltaici comunali d’Europa, e sicuramente il più grande d’Italia.
Mi chiedo perchè a Camposampiero vi siano dubbi sull’installazione dei pannelli sul tetto della scuola elementare, quando Padova coprirà 52 edifici adibiti alla stessa funzione.
Forse la mia visione è semplicistica, ma se avessi voce in capitolo, e ci fosse la disponibilità monetaria, coprirei anche la Scuola Media, la Palestra Don Bosco, il complesso Superiore di via Puccini e il magazzino Comunale.
Ma è solo fantasia, accontentiamoci, per ora, delle Elementari e della Polivalente.
PADOVA — Un piano da 1,3 megawatt di energia pulita al 100 per cento. E’ stato siglato tra il Comune di Padova e Sinergie spa un accordo per istallare diverse decine di pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici pubblici. Il piano si articola in due fasi. La prima, che si concluderà entro fine anno, vedrà l’installazione di pannelli solari sui tetti di 28 scuole della città e sopra il grande magazzino comunale di Corso Australia. La seconda, che invece si completerà entro il 31 dicembre 2011, andrà a coprire altre 24 scuole. Cinquantadue edifici scolastici in tutto. Una manovra che porterà nelle casse del comune (tra conto energia, energia prodotta e non consumata, restituzione dell’iva) 12 milioni di euro.
Parte di questa cifra sarà poi di volta in volta reinvestita per portare avanti le installazioni. Le economie restanti saranno infine utilizzate per la manutenzione degli stabili comunali che più necessitano di interventi. A carico di Sinergie – società della multiutility AcegasAps, di cui il Comune di Padova è socio — sarà invece un investimento di 4 milioni di euro in cambio del quale potrà la società fare affidamento sulla proroga del Contratto di «Gestione Calore » a condizioni particolarmente vantaggiose. «La prima fase del progetto – ha spiegato l’assessore all’Ambiente Alessandro Zan – permetterà una produzione di 545 chilowatt dai tetti delle scuole e di altri 248 dall’impianto che sarà installato in corso Australia, la seconda fase aggiungerà una capacità produttiva di altre 480 kw. Per il Comune, senza ombra di dubbio, si tratta di un buon affare, importante dal punto di vista economico oltre che, chiaramente, da quello ambientale». Ieri in giunta è arrivata l’approvazione della delibera con cui dare il via al progetto e lo schema di ripartizione, tra Comune e Sinergie, degli investimenti per la realizzazione delle diverse fasi del progetto.
Un applauso ad Alessandro Zan.
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